Il progetto LEGO Storie.

Il progetto LEGO Storie.

A Febbraio ho avuto l’opportunità di partecipare a un project work presso la 24 Ore Business School, in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Dolci Adv di Marco David Benadì. Il nostro compito era ambizioso: ideare e lanciare un nuovo prodotto, curando ogni dettaglio del piano di comunicazione. Da questa sfida è nato LEGO Storie – Costruiamo emozioni, una linea pensata per trasformare il mattoncino LEGO in un linguaggio universale di inclusione, dedicata ai bambini con difficoltà cognitive e del neurosviluppo.

Cos’è LEGO Storie?

Il cuore del progetto va oltre la costruzione: è storytelling guidato. Ogni set è accompagnato da un libro illustrato che guida il bambino passo dopo passo, insegnando concetti astratti come le emozioni (gioia, rabbia, paura), le situazioni sociali e le routine quotidiane.

Attraverso le storie, il bambino diventa protagonista: l’Esploratore. Lo specchio incluso nel packaging gli permette di riconoscersi, immergendosi completamente nella narrazione. Con il payoff “Costruiamo emozioni”, LEGO ribadisce la sua missione: ispirare e far crescere i costruttori di domani, senza lasciare indietro nessuno. In fondo, costruire una storia significa anche iniziare a costruire sé stessi.

Sentiamo una grande responsabilità nel fare la differenza per i bambini, offrendo prodotti ed esperienze di qualità che stimolino il divertimento e l’apprendimento.

Thomas Kirk Kristiansen, Gruppo LEGO.

Raccontare LEGO Storie al mondo

Per far conoscere questo progetto, abbiamo pensato a diversi modi per condividere la storia:

  • Riviste specialistiche: articoli per educatori e terapisti, per spiegare come il gioco possa supportare lo sviluppo dei bambini.

  • Social media: contenuti per famiglie e genitori, dove emozione e creatività si incontrano. Su Instagram abbiamo raccontato storie visive, su TikTok abbiamo mostrato il gioco in azione, mentre su Facebook abbiamo approfondito il valore relazionale del gioco.

  • Spot televisivo: 30 secondi per far capire che il gioco può superare le barriere comunicative, celebrando l’inclusione senza etichette.

  • Workshop e punti vendita: momenti in cui bambini e genitori potevano provare direttamente i set, giocare insieme e creare ricordi positivi.

  • Installazioni urbane e sociali: portare il gioco dove serve davvero, come negli ospedali o in spazi pubblici, trasformando esperienze quotidiane in momenti di scoperta e divertimento.

  • Partnership con IKEA: corner interattivi dove la storia LEGO incontra la vita di tutti i giorni, rendendo l’inclusione concreta e tangibile.

Alla fine, l’obiettivo non era solo vendere un prodotto, ma dare a ogni bambino la possibilità di dire: “Oggi sono io l’Esploratore”.

Conclusioni personali

Partecipare a questo progetto è stato incredibilmente stimolante. Ho scoperto quanto mi appassioni la direzione creativa, il coordinamento di un team e il confronto con le idee di tutti. Mi ha entusiasmato lavorare sulla campagna di comunicazione, partendo dall’analisi concreta del contesto e del target, fino alla realizzazione creativa finale.

Avere l’opportunità di presentare il progetto a professionisti del settore e ricevere feedback è stata un’esperienza preziosa e motivante, che mi ha confermato quanto sia gratificante trasformare un’idea in un progetto reale, con un impatto concreto sulle persone.

Voglio dedicare queste ultime righe al team di questo progetto: Clotilde, Carmen, Giulia, Michele, Leonardo, Sara, Alessia, Rachele e Eleonora. Grazie  per la professionalità, l’ascolto e la condivisione di idee che hanno contribuito alla mia crescita sia come persona che come professionista.

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